Progetti di co-partecipazione nella filiera energetica
lunedì 03 novembre 2008
Gli abitanti di Schönau, un piccolo centro nella Foresta Nera, sono stati chiamati i “ribelli dell’energia” perché nel 1997 comprarono le infrastrutture della rete elettrica locale, installando inoltre, sui tetti e nelle cantine delle proprie case, alcune decine di generatori “domestici” di calore ed elettricità.
Si decise che rete e generatori dovevano essere gestiti democraticamente e collettivamente tramite la creazione di una società elettrica (Elektrizitätswerke Schönau - EWS) in cui i cittadini stessi erano organizzati nella responsabilità della energia che auto-producevano, auto-consumavano e che si scambiavano localmente. Ma c’è di più: attualmente l’EWS utilizza per la sua produzione solo fonti rinnovabili (principalmente la fonte solare) o tecnologie a combustibili fossili estremamente efficienti come la co-generazione che produce in modo combinato energia elettrica e calore con un grado di sfruttamento dell’energia primaria del 70 - 90 per cento, molto di più di quello delle grandi centrali termoelettriche tradizionali che hanno invece rendimenti del 40 per cento. A Schönau le bollette elettriche sono eque perché originate da una filiera di produzione sotto controllo diretto ed inoltre sono studiate perché ciascun utente-socio sia stimolato a non consumare più di quello che ha effettivamente bisogno; il surplus di energia prodotta ogni anno è venduto nella rete nazionale ed i proventi in parte re-investiti nella comunità, in progetti sociali, ecologici e di ulteriore efficienza negli usi finali dell’energia. Schonau è forse l’esempio più completo e famoso di un progetto di co-partecipazione nella filiera energetica. Sorprendentemente, non mancano esempi anche in Italia. Ad alta quota, tra il Friuli e la Valle d’Aosta esistono da più di cinquanta anni, quaranta piccole cooperative elettriche a controllo diffuso, con forme collettive di gestione e che producono energia idroelettrica.
Riassumendo, gli elementi essenziali di queste esperienze di co-partecipazione nella filiera energetica sono i seguenti:
• L’energia si produce dove si consuma, quindi dentro un’economia reale e con innegabili vantaggi di efficienza.
• Ogni cittadino, oltre ad essere produttore e consumatore nello stesso tempo, è cosciente della propria impronta ecologica ed è incentivato a non sprecare energia.
• Il modello di produzione distribuito localmente, si sposa perfettamente con l’utilizzo di fonti rinnovabili (il sole, il vento, l’acqua, la biomassa, sono, per loro natura, distribuite sul territorio) che insieme alla co-generazione ed al risparmio energetico possono garantire gran parte del fabbisogno di un comune.
• In un tempo di guerre per l’energia, il modello di cooperativa elettrica è pacifico e democratico perché non richiede intermediari potenti e richiede solo in minima parte lo sfruttamento di risorse appartenenti a popoli lontani.
• C’è un rapporto nuovo con l’energia, ma anche un nuovo rapporto col denaro che comporta una ricerca profonda di solidarietà con le persone e l’ambiente circostanti.
• Si mette in marcia un largo movimento civile per un rifornimento d’energia, adatto al futuro, capace di combattere i cambiamenti climatici senza dover impegnare grandi mezzi finanziari, nell’interesse del futuro delle generazioni e di un’economia durevole.
Di queste esperienze il gruppo energia de L’Isola che c’è vorrebbe parlare nell’anno che viene, portando altre proposte, forse meno ambiziose e strutturate di quelle descritte precedentemente, ma sempre dentro la medesima filosofia.
Ecco la prima proposta: da circa un anno 5 associazioni, fra cui DesBri (Monza-Brianza), Biorekk (Padova), L’Isola che c’è (Como), Solare collettivo (Torino-Cuneo), GASenergia (nazionale), rappresentanti il mondo dei Gas e dei Des, stanno facendo una rete di reti per costruire un accordo collettivo con la società LA 220 s.p.a. per la fornitura di energia elettrica verde cioè prodotta da fonti rinnovabili, agli utenti domestici e/o con PIVA.
L’accordo, denominato CO-energia, prevede due step. Nel primo step si vuole concordare una tariffa trasparente, in cui sono specificate tutte le voci di costo e tutta la filiera di produzione dell’energia elettrica che ci arriva a casa. Ciò si realizza tramite un patto collettivo e solidale dove tanti utenti, esercitando maggiore potere contrattuale di un singolo, “spingono” un grossista di energia elettrica come LA 220 a comportamenti virtuosi, fra cui anche l’incentivazione del risparmio energetico dell’utente finale tramite l’applicazione di premi e di tariffe appropriate (a fascia di consumo, multi orarie ecc..). Il secondo step prevede, nel caso che il “fidanzamento” con LA 220 abbia successo, un “co-ragionamento” più ambizioso, sulla sperimentazione di modelli decentrati, partecipati ed in piccola scala di produzione di elettricità da fonti rinnovabili, in cui gli utilizzatori elettrici, raggruppati in comprensori energetici territoriali, diventino anche fornitori di energia verde e possono quindi co-partecipare al controllo del suo prezzo. Per ora è stato firmato da LA 220 e dalle 5 associazioni co-stipulanti, solo un documento d’intenti; si spera entro l’autunno di arrivare all’accordo definitivo.
Una seconda proposta riguarda più strettamente il nostro territorio: costruire collettivamente degli impianti fotovoltaici diì grossa taglia (maggiori di 10 kW) sui tetti messi a disposizione da un comune, una cooperativa o una bottega, dove ciascun “finanziatore solidale” investe una piccola quota, che gli verrà remunerata nel tempo in base alla remunerazione che avrà l’impianto, grazie alla vendita dell’energia e/o dagli incentivi statali del conto energia. Ad oggi, concretamente esiste una dichiarazione d’intenti fra alcuni soggetti in provincia di Como i quali potrebbero gestire la raccolta finanziaria, costruire l’impianto e mettere a disposizione un tetto. Quello che mancherebbe per partire, è uno “zoccolo duro” di finanziatori solidali disposti non solo a firmare un assegno, ma anche a metterci testa e cuore. Ci conforta il successo di un’analoga esperienza a Mondovì da parte dell’associazione “Solare Collettivo”, i cui artefici verranno a trovarci in fiera.
Rimangono altre piccole potenziali proposte sui cui è sempre aperta la strada e dove altri distretti solidali, sparpagliati in tutta Italia, sono molto più avanti di noi: i gruppi di acquisto di impianti solari termici (Gasst), i gruppi di acquisto di impianti fotovoltaici (Gasfv), l’autocostruzione di impianti solari ed eolici, i comprensori finanziari popolari per un microcredito al servizio delle iniziative di risparmio energetico (ENERGI.CO).
Per concludere l’esperienza più importante in un progetto di co-partecipazione è forse quella della relazione con gli altri, unita ad una presa di coscienza fondamentale: rendersi conto che non si può sempre aspettare che le cose cambino perché mosse “da qualcun altro” appartenente all’ambito della politica, o della scienza o dell’economia. La gente di Schönau si rese conto che: «… Se vogliamo che qualcosa cambi siamo noi che dobbiamo rimboccarci le maniche e intraprendere qualcosa… Quando invece non prendiamo decisioni consapevoli, influenziamo lo stesso il corso del mondo, ma lo facciamo in un modo che non ci piace per niente. Ognuno di noi ha la possibilità di contribuire a cambiare le cose di più di quanto si creda. Soprattutto la forza del consumatore é enorme.
Con ogni decisione fatta quotidianamente riguardante come investire il nostro denaro decidiamo anche sul destino di uomini vivi e non ancora nati – non soltanto nel settore della corrente elettrica. Si impara a fidarsi delle proprie emozioni e dei propri giudizi invece di accettare costrizioni presunte… Quante volte si sente dire, sia come scusa oppure come vero e proprio senso di scoraggiamento, che il nostro piccolo contributo comunque non serva a cambiare nulla. Invece non é affatto vero, anzi! Ogni piccolo contributo cambia qualcosa e molti piccoli contributi possono – alla fin fine – cambiare il mondo. È un piacere contribuire in parte a questo cambiamento –- é questa l’esperienza che stanno facendo sia i cittadini di Schönau che gli utenti della corrente elettrica…».

REFERENZE
www.ews-schoenau.de (sito ufficiale di Schönau).
www.report.rai.it (L’altro modello, programma andato in onda domenica 16 Marzo 2008).
www.confcooperative.it (Libro Bianco su cooperazione e autoproduzione elettrica in Italia).
www.solarecollettivo.it (iniziativa “adotta un kW”).
www.lisolachece.org (progetti energia)


(FRANCESCO TAMPELLINI - Per il gruppo energia dell’Isola)