Pubblicato il: 30 Settembre 2025

Due giornate di incontri, scoperte e nuove relazioni hanno trasformato il parco comunale di Villa Guardia in un grande crocevia di idee, buone pratiche e proposte per immaginare insieme un futuro più equo e sostenibile.

Domenica 21 settembre si è chiusa la 21^ edizione de “L’isola che c’è – Fiera delle Economie Solidali”: un intero weekend che ha riunito oltre 110 espositori e proposto più di 50 attività – laboratori, conferenze, spettacoli e concerti – coinvolgendo un pubblico vario e curioso: famiglie, giovani, appassionati di sostenibilità e semplici visitatori in cerca di ispirazione.

Un’edizione che ci lascia un bilancio positivo e tante energie per il futuro.
Come racconta Micol Dell’Oro, presidente di Ecofficine e nel direttivo de L’isola che c’è: «Anche quest’anno siamo riusciti a raccogliere pubblici diversi, mobilitando persone unite da valori di solidarietà, sostenibilità e cittadinanza attiva. La Fiera si è confermata un’occasione di condivisione e riflessione su temi di grande attualità come l’economia della pace, la filosofia della non violenza e il rispetto per il pianeta».

Organizzata da Ecofficine, Associazione L’isola che c’è – Rete Comasca di Economia Solidale, CSV Insubria e Luminanda, con il patrocinio di Camera di Commercio di Como-Lecco, Provincia di Como, Comune di Villa Guardia e il contributo di Fondazione Cariplo, Bcc Cantù, Caes, Confcooperative Insubria e Rete Clima, la Fiera resta un punto di riferimento per le economie solidali, capace di far dialogare comunità locali e reti nazionali.

Più di 110 realtà per raccontare sostenibilità e solidarietà

Nell’area esposizione tante realtà, comasche ma non solo, che nel proprio agire condividono valori come la sostenibilità ambientale e sociale. Sono cooperative, organizzazioni senza scopo di lucro, imprese locali, produttori di filiera corta, piccoli artigiani, operatori olistici.

Realtà che raccontano e promuovono prodotti sostenibili, solidali, attenti al benessere di esseri umani e pianeta.

Al centro, come sempre, economia solidale, consumo responsabile, agricoltura biologica e locale, associazionismo e volontariato, commercio equo, energie rinnovabili, mobilità sostenibile, prodotti artigianali ed ecocompatibili, riciclo e riuso.

Scopri di più sulle realtà presenti in fiera: ESPOSITORI

La chiamata alla “Ribellione disarmante”

La Fiera delle economie solidali quest’anno ha voluto essere più che mai una “Ribellione disarmante”: un invito a credere nella forza dei gesti quotidiani, delle relazioni e delle alleanze come strumenti concreti di cambiamento.

Un filo rosso che ha attraversato l’intera manifestazione, a cominciare dagli incontri con ospiti come Rossella Miccio (Emergency), Francesco Vignarca (Rete Italiana Pace Disarmo) e Pasquale Pugliese (Movimento Nonviolento).

«La ribellione disarmante non divide, ma unisce; non si sfoga nella rabbia, ma costruisce alleanze. Parte dai piccoli gesti di ogni giorno e spinge a condividere le battaglie, affrontandole insieme», ha raccontato Francesco Restelli, portavoce delle associazioni giovanili del terzo settore coinvolte nella fiera.

Per dodici mesi sei associazioni giovanili del terzo settore (Human RW, Origami, Supporto Attivo, Circolo Olmo, Teatro dei Sussurri, Essere Lucrezia) si sono incontrate, conosciute, confrontate per dare vita in Fiera a una zona aperta di scambio e confronto, attraverso conferenze, workshop, dibattiti e laboratori artistici.

In Fiera lo spazio è stato allestito e curato da Essere Lucrezia, FuoriFuoco, Gruppo Studio Sant’Abbondio, Human RW, Lèggere leggère Book Club, Le donne della porta accanto, Origami, Supporto Attivo, Teatro dei Sussurri, in collaborazione con Luminanda.

Una vera e propria zona di attivazione sociale, pensata per valorizzare nuove forme di volontariato, creatività e partecipazione.

Fare arte come gesto collettivo e condiviso

Uno dei momenti più coinvolgenti è stata l’opera di arte partecipata curata da Luminanda, che ha trasformato visitatori ed espositori in co-creatori. Un progetto nato da un percorso di condivisione e confronto con le associazioni giovanili del terzo settore, fortemente voluto e sostenuto dagli organizzatori.

Il pubblico è stato invitato a riflettere sul significato di ribellione disarmante, a partire dalla propria esperienza personale, e a lasciare un segno concreto, aggiungendo al coro collettivo una frase che potesse sintetizzare il significato della propria ribellione disarmante.

“Un gesto collettivo che propone l’arte come un potente strumento per esplorare e dare espressione a temi sociali complessi e attuali, favorendo il dialogo, la coesione comunitaria e l’inclusione di voci marginalizzate”, spiega Anna Buttarelli, referente Arte e Cultura di Luminanda.

I volontari, anima e supporto della Fiera

La manifestazione ha confermato il suo carattere di evento inclusivo e partecipato grazie anche al prezioso supporto di oltre 300 volontari.

“Il motore del volontariato di oggi sono le cittadine e i cittadini attivi e interessati al bene comune che vogliono portare il proprio personale contributo, senza necessariamente aderire a un’organizzazione ma condividendone i valori e supportandola in azioni specifiche”, spiega Martino Villani, direttore di CSV Insubria.

La Fiera è una di queste occasioni.

“Al contrario di quanto spesso viene detto in merito alla scarsa disponibilità dei giovani a ingaggiarsi nel volontariato, anche quest’anno l’età media degli oltre 300 volontari, che ci hanno aiutato a gestire il fine settimana della fiera, è molto bassa e l’80% di loro non arriva ai 25 anni. Segno questo che non è la disponibilità a mancare, quanto piuttosto il costruire e promuovere occasioni di ingaggio a misura delle giovani generazioni”.

Vuoi unirti a loro per la prossima edizione? VOLONTARI

La sostenibilità ambientale e sociale come guida

Anche quest’anno la Fiera è stata organizzata con una particolare attenzione all’impatto ambientale e con scelte mirate a renderla il più possibile sostenibile.

Grazie alla collaborazione tra la Cooperativa Ecofficine, una delle realtà che da anni cura la manifestazione, e Rete Clima, dal 2022 abbiamo avviato il calcolo della Carbon Footprint della Fiera per continuare a migliorare le nostre pratiche e ridurne l’impatto. Questo percorso ci ha già permesso di compensare le emissioni delle edizioni 2022, 2023 e 2024. L’impegno non si ferma: saranno compensate anche le emissioni dell’edizione 2025, un ulteriore passo verso un evento a impatto sempre più ridotto.

La sostenibilità de L’isola che c’è non è solo ambientale, ma anche sociale. L’evento promuove un modello responsabile e inclusivo, con attenzione al territorio: i residenti hanno beneficiato di biglietti gratuiti messi a disposizione grazie al supporto logistico dell’associazione Diversamente Genitori, uno spazio in Fiera è stato riservato gratuitamente ad alcune associazioni di Villa Guardia. Il 10% dell’incasso è stato destinato al Fondo di Solidarietà del Comune e delle Parrocchie di Villa Guardia. La Fiera, inoltre, redistribuisce valore, sostenendo progetti e attività di diverse realtà locali che contribuiscono alla realizzazione dell’evento.

La Fiera 2025 si è chiusa, ma non è finita qui: “La nostra ribellione disarmante continua nei gesti quotidiani: un altro modo di vivere, produrre, consumare e fare economia è non solo possibile, ma già in cammino”, conclude Micol Dell’Oro.

Che altro dire? Ci vediamo alla prossima edizione!

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